Nazismo

Il nazionalsocialismo, noto anche come nazismo, è stato un regime presente in Germania negli anni tra il 1933, quando il partito di Hitler fu eletto, fino al 1945, quando l’esercito tedesco dichiarò la resa.

Il partito fu formato nel 1919 con il nome di Partito dei Lavoratori Tedeschi, che fu poi cambiato in Partito Nazionalsocialista. Nel 1923 Hitler tentò un colpo di stato per prendere il comando della nazione e fu condannato a cinque anni di carcere, ma venne rilasciato dopo pochi mesi perché considerato innocente. Dopo qualche anno riuscì a essere nominato Cancelliere dal Presidente del tempo, Hindenburg, e dopo la sua morte creò la carica di Fuhrer, non potendo prendere il potere in modo legittimo, sotto cui riunì tutte le cariche di capo dello stato e del governo.

Per Hitler fu facile usurpare quel posto, poiché sapeva come sfruttare il malessere generale provocato dalle conseguenze della prima guerra mondiale, da cui la Germania era uscita indebolita e impoverita.

Questo tipo di governo, che era caratterizzato da un forte sentimento nazionalista e razzista, vedeva come sue vittime soprattutto i cittadini ebrei, che erano considerati i responsabili per il declino della Germania e che sotto la dittatura hitleriana vennero screditati, derubati di ogni diritto ed uccisi in massa.

Oltre a loro, erano perseguitati anche altri gruppi di minoranze come i nomadi, gli omosessuali, i portatori di handicap fisico o mentale e i suoi avversari politici.

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